Ritorno al Lago Madre è un racconto che unisce antropologia e ricerca interiore. L’autrice torna tra le donne Moso dello Yunnan dieci anni dopo, per osservare come la loro società matriarcale gestisce l’impatto della modernità e del turismo. Attraverso dialoghi e riflessioni, il testo rivela che la forza Moso risiede nella centralità delle madri e nel principio materno, che incarna cura, consenso e rispetto per la natura. Il Lago Madre, la Montagna sacra e la casa materna divengono simboli di una libertà intesa come relazione, e non possesso. Una meditazione sul futuro dell’umanità, espressa attraverso la resistenza silenziosa e la memoria mantenuta viva dalle donne Moso. Corredato da una galleria di splendide foto a colori
Editore: Multimage
Collana: rEsistenza
Formato: Cartaceo
Anno: Novembre 2025
ISBN: 9791281546905
Dans le Yunnan, au sud-ouest de la Chine, au pied de l’Himalaya, depuis des millénaires habitent les Moso, une société égalitaire où les femmes sont valorisées sans que les hommes ne soient discriminés. Ici aucune activité est considérée supérieure ou inférieure sur la base du sexe, et l’éducation des enfants n’est pas fondée sur la discrimination du genre. C’est un exemple de vie harmonieuse et pacifique, une société guidée par les femmes que les hommes acceptent sans craindre de perdre leur virilité. Des concepts universels tels que famille, mariage, maternité et paternité, prennent chez les Moso une tout autre signification, bouleversant ainsi notre système de valeurs, en montrant un modèle différent de société.
Date de parution: 2015
Éditeur: Tensing
“Non credo che esista una società ideale per gli esseri umani, che sono lontani dall’essere perfetti, ma questa società millenaria, con le sue qualità e i suoi difetti, resta un esempio unico di società senza matrimonio e di conseguenza senza conflitti né violenza coniugale, senza dispute provenienti dalla vita di coppia, senza gelosia, senza divorzio né separazione, dove il rapporto sessuale non è mai un dovere coniugale e l’amore è un sentimento completamente disinteressato, non legato né alla classe sociale, né ai beni patrimoniali e separato dalla vita familiare. In questa società dove i ruoli sono complementari ma non gerarchici, dove i bambini non soffrono della separazione dei genitori, dove gli anziani non sono mai abbandonati a se stessi, le donne, malgrado detengano il potere, non opprimono l’altro sesso; il rispetto verso l’altro, principio basilare della loro educazione, è la garanzia di un’eguaglianza tra i sessi che non si ritrova altrove.”
Francesca Rosati Freeman
XL Edizioni
Collana Gender Studies
Anno pubblicazione: 2010





