Francesca Rosati Freeman – Ottobre 2014.
Il popolo Moso si sveglia con una grande sorpresa, non crede ai propri occhi. 4 barche a motore hanno fatto la loro apparizione sul lago. Durante i miei svariati soggiorni al lago non ho mai visto donne e uomini moso esprimere un qualsiasi sentimento che alteri la normale serenità che si percepisce d’abitudine nei loro volti e nel loro comportamento, ma immagino lo sdegno a parte lo stupore, che abbia potuto impossessarsi di loro.
Le 4 barche a motore di diversa grandezza che possono contenere da 6 a 28 persone e sicuramente destinate a moltiplicarsi, visto l’incremento del turismo di questi ultimi anni, sono state imposte dalla prefettura del distretto di Yuanyuan nel Sichuan, la provincia che si affaccia su una riva del lago Lugu geograficamente situata di fronte a quella dello Yunnan.
Queste barche a motore avrebbero dovuto sostituire le barche a remi della comunità moso che trasportano i turisti sulle isole di Liwubi e di Xiewa in mezzo al lago e che dal 2007 si è organizzata in modo da creare un’attività collettiva e solidale per cui tutte le famiglie mettono a disposizione una barca e 2 dei loro componenti che si alternano in turni di circa tre ore ciascuno. Il profitto viene distribuito equamente fra tutti i barcaioli e le barcaiole che remando intonano delle dolci melodie inneggianti alla natura sacra. Pensare che questo potesse essere soppiantato dal rumore di un motore mi fa semplicemente accapponare la pelle.
La presenza di queste nuove barche è probabilmente un attacco da parte del mondo capitalista e globalizzante ad un’economia, quella dei Moso, basata invece sulla solidarietà collettiva, per danneggiare una società già minata dall’afflusso sempre più crescente del turismo. Non solo aumenterebbe l’inquinamento delle acque del lago che già stanno soffrendo dell’incrementarsi della popolazione straniera che non rispetta la natura come i Moso lo fanno invece da millenni, ma ciò toglierebbe alla comunità moso il profitto proveniente da una delle più proficue attività collettive e solidali dei matriclan. Mi sono chiesta in che modo il popolo moso sarebbe arrivato a risolvere questo problema e a farsi intendere dalle autorità sichuanesi, loro che hanno sempre praticato il metodo del consenso, che hanno dato vita a un’economia solidale attraverso le loro molteplici attività collettive, sarebbero arrivati a lanciare una sfida alle autorità sichuanesi o ad arrivare a un accordo con queste ? avrebbero cominciato a valutare i danni che la nuova economia sta operando a loro discapito ? avrebbero preso coscienza del fatto che lentamente, ma inesorabilmente, l’economia tradizionale moso stia sfuggendo dalle loro mani per il profitto di compagnie straniere ? Charles Mc Khann l’aveva predetto una quindicina di anni fa.
Ma la popolazione moso è in rivolta, dallo stupore e dallo sdegno sono passati immediatamente all’azione : raccolta di firme, banderuole e soprattutto opera di convinzione per sensibilizzare i turisti alla loro causa e far disertare le nuove barche.
A nulla è valsa, da parte delle autorità sichuanesi e delle compagnie che avevano investito nella fabbricazione delle barche, l’opera per convincere le donne e gli uomini moso ad accettare le barche a motore, a sostituirle alle loro zhuao chuan, le barche a remi costruite dai Moso stessi scavandole direttamente nei tronchi d’albero e che i Moso usano oltre che per trasportare i passeggeri anche per pescare e per raccogliere l’ottelia acuminata, una pianta commestibile che cresce nelle acque del lago.
Dopo due mesi di azione continua finalmente la comunità moso è riuscita a far allontanare le barche dalle acque del lago. I Moso hanno rifiutato ad essere assunti come personale dipendente da compagnie straniere e a ricevere una percentuale del loro profitto. La popolazione moso non ci ha deluso, ancora una volta qui hanno saputo dimostrare con il loro buon senso e determinazione che non si lasciano schiacciare. Come non si sono lasciati intimidire, ai tempi di Mao, dalle riforme matrimoniali volte a uniformizzare i loro costumi considerati, a torto, libertini, non si sono lasciati intimidire nemmeno adesso. Quest’ultima è una risposta positiva della determinazione dei Moso a salvaguardare la loro società dagli attacchi esterni, una risposta a tutti coloro che attendono, chi con rassegnazione, chi con un sottile compiacimento l’inevitabile fine di questa società e la sua assimilazione al modello patriarcale. « I Moso reclamano di essere rispettati come minoranza, rivendicano la loro autonomia, sono consapevoli del valore della loro identità culturale e i giovani difendono con convinzione il loro stile di vita, al pari di quanto hanno fatto i loro antenati in passato. E per noi occidentali un modello cui ispirarci.
